Molecole chirali e omeopatia

Molecole chirali e omeopatia

Molecole chirali un motivo di indagine sulla validità sientifica dell'omeopatia 'omeopatia

15 giugno 2016 / L'acqua fonte di vita

Molte molecole, sia tra quelle che si trovano in natura e quelle di sintesi, sono chirali, ciò significa che hanno la stessa formula chimica ma sono l'una l'immagine speculare dell'altra, come la mano destra e la mano sinistra.

Molte caratteristiche chimico-fisiche, come per esempio la temperatura di ebollizione, sono identiche  per le due forme di una sostanza definite enantiomeri.

Fino ad alcuni decenni fa, per esempio, non ci si preoccupava della chiralità delle molecole di un farmaco, finché non ci si accorse che negli organismi viventi la differenza esiste eccome, tanto che un certo enantiometro di un farmaco può essere benefico e l'altro tossico.

Questo significa che durante l'evoluzione le forme di vita sulla Terra hanno sviluppato in qualche modo una "preferenza", chiamata omochiralità, per certe forme chirali rispetto ad altre. E questo vale in processi fondamentali per gli organismi: il DNA, per esempio, usa solo uno dei due enantiomeri dello zucchero ribosio.
 


“Come è possibile che tutti gli esseri viventi usino un particolare enantiomero di un amminoacido rispetto a un altro? Se potessimo riavvolgere il nastro dell'evoluzione della vita e arrivassimo alla sua origine, osserveremmo la selezione di questo enantiomero per effetto di un processo deterministico oppure casuale? E se c'è vita nell'universo, usa gli stessi enantiomeri della vita 

sulla Terra?”
Anche se la tecnica usata non dice nulla sull'abbondanza di ciascun enantiomero, ci aspettiamo che gli studi in corso  aprano la strada a future osservazioni che possano suggerirci qualcosa sull'origine dell'omochiralità e della vita in generale, in particolare si aprono nuovi scenari per la comprensione di alcuni effetti che fanno dibattere gli scienziati in merito all’omeopatia .

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