Miele

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Il miele ha una storia antichissima.

Le prime tracce che testimoniano l’uso del miele da parte dell’uomo, il quale probabilmente se ne cibava fin dalle origini, sono databili a circa 10 mila anni fa,
La più antica testimonianza dell’allevamento vero e proprio delle api risale a una pittura egiziana del 2400 avanti Cristo  vicino al Cairo. Il miele nell’Antico Egitto era inizialmente un cibo per ricchi , una prerogativa reale e divina; Il miele era conosciuto e apprezzato in tutti i paesi del mediterraneo.
La produzione del miele è stata per lunghi secoli considerate un miracolo divino , i greci con Aristotele pensavano che il miele cadesse dal cielo .
 fino a tutto il Medio Evo l’origine “celeste” del nettare è stata condivisa e  solo nell’Ottocento la chimica organica ha fornito una spiegazione del fenomeno.
Nell’ antichità il miele, nell’alimentazione, veniva   impiegato  come dolcificante, come condimento e come conservante. 
Il miele era impiegato  nella  preparazione  pietanze a base  di pesce e di legumi, marmellate  di frutta e di sciroppi. Le classi sociali più alte lo davano  ai bambini con il latte. 
 
Nell’antichità il miele, così come all’ape, erano sacri avendo  un’origine divina, esso e veniva classificato  di prima scelta se proveniva dalla colatura del favo e seconda scelta a seconda se proveniva dalla spremitura.
 La distinzione delle varietà di miele era molto approssimativa , spesso basata più sull’osservazione del colore che sulle sue specifiche componenti organolettiche.
Il miele era piuttosto caro ed il suo prezzo paragonabile a quello dell’olio e del vino di alta qualità.
La tecnologia della produzione è rimasta  uguale nel tempo  fino a metà dell’Ottocento, fino cioè alla scoperta dell’arnia moderna a favi mobili.
la storia del miele si intreccia a quella dello zucchero che viene utilizzato a partire  dall’VIII secolo per merito degli arabi che ne fecero la sostanza principale di dolcificazione in sostituzione proprio del miele.
Il miele mantiene comunque nel tempo un molteplice ruolo, dal punto di vista nutrizionale,
ed è anche usato in medicina, soprattutto nel contesto della medicina galenica.         
 All’inizio del secolo scorso  cresce  attenzione alla provenienza botanica dei mieli e dopo una fase in cui i mieli uniflorali venivano considerati più pregiati oggi c’è una tendenza a valorizzare anche i mieli millefiori, in genere esaltandone le specificità territoriali oltre che una grande varietà di applicazioni cosmetiche e omeopatiche.